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giovanitorresi
i giovani della margherita di Torre de' Passeri - www.giovanivalpescara.it
 
 
 
 
           
       

CIRCOLO GdM – GIOVANI VAL PESCARA
Piazza Kennedy,6   Torre dè Passeri (Pe)
www.giovanivalpescara.it
e-mail:  info@giovanivalpescara.it



IL SALUTO DEL PORTAVOCE DEL CIRCOLO

Care amiche e amici,

vi ringrazio di aver "cliccato" il BLOG del Circolo Giovani Val Pescara di Torre dei Passeri (Pe).

E  con l’intento di ricostituire il rapporto tra giovani, collettività e politica, che è nato il nostro
circolo dei Giovani della Margherita.

Questa è l’idea che porta tanti ragazzi a confrontarsi su varie tematiche, a discutere su tante
proposte , a cercare, con impegno costante, di dare risposte concrete senza dimenticare di
essere giovani e quindi senza tralasciare la voglia di divertirsi.

Ci poniamo anche un’altra funzione principale quella di fungere da cinghia di trasmissione tra le
esigenze e gli interessi dei cittadini e gli amministratori stessi.

Grazie e buon viiaggio nella rete.                                                            

                                  Giovanni Mancini


ADESSO VI PARLIAMO DEL PAESE DOVE VIVIAMO, I GdM TORRESI VI INVITANO A VISITARLO:

             Torre de’ Passeri                                            

Dove

Regione

Abruzzo

Provincia

Pescara (PE)

Zona

Italia Meridionale

Popolazione Residente

3.156 (M 1.469, F 1.687)
Densità per Kmq: 532,2
(dati Istat 2001)

Codici

CAP

65029

Prefisso Telefonico

085

Codice Istat

068043

Codice Catastale

L263

Varie

Numero Famiglie

1.182

Numero Abitazioni

1.330

Denominazione Abitanti

Torresi

 

Prodotti Tipici :

 

- arrosticini di pecora

- vino Montepulciano             

   qualità  Torre de’ Passeri
- ceramica artigianale


 

Ecco come arrivare

Torre de’ Passeri dista da Pescara circa 36 km, 26 da Sulmona e 23 da Chieti. E' collegato mediante la Strada Statale Tiburtina.

In auto: A25 Torano-Pescara, uscita Casauria-Torre dè Passeri, km. 26. In treno: linea Roma-Pescara, stazione di Torre de’ Passeri. In aereo: aeroporto Pescara, km.36.

Comuni Confinanti

A est: Alanno, Scafa; a nord Pietranico; a ovest: Castiglione a Casauria; a sud: Bolognano.

Musei nel Comune di Torre De' Passeri

Pinacoteca Dantesca Fortunato Bellonzi

 

STORIA

 

Situato nell'alta Val Pescara, il comune è dominato dal palazzo Mazzara che ogni anno ospita mostre di grande importanza e che traggono lo spunto dalla vita e le opere di Dante Alighieri. A lungo il paese è stato proprietà della vicina abbazia di San Clemente a Casauria. Il comune prende il nome da una torre che nell'antichità indicava il passaggio nella valle. Ad origini molto antiche fa pensare il rinvenimento di tracce di un insediamento dell'età del bronzo (XI-IX secolo a.C.). Alcuni identificano l'attuale paese con "Victorrita" (ma anche "Bectorrita", e "Bettorrita"), casale già esistente all’epoca della fondazione del vicino monastero di S. Clemente a Casauria (sec IX), al quale poi appartenne. Secondo il Chronicon Casauriense, intorno all’anno 1000 risale la prima costruzione del Castello, probabilmente a difesa del vicino monastero. L'attuale toponimo, attestato dal 1279, si fa derivare dal fatto che l’antico borgo era Turris passus, torre di passo, lungo il fiume Pescara, condizione, che ne favorì lo sviluppo, a partire dagli inizi del Cinquecento. Dal XVII secolo fino ai primi decenni del Novecento vi è stato fiorente l'artigianato ceramico.

 

 

 

NATURA ARTE E CULTURA

 

Torre de’ Passeri, posto nei pressi del fiume Pescara, è dominato dal settecentesco palazzo Mazzara, chiamato anche Castelluccio.

Il palazzo dei Marchesi Mazzara, signori di Torre de’ Passeri’ nasce da un’originaria postazione militare. Il corpo centrale del cosiddetto castello Gizzi, databile al XIV secolo, presenta ambienti sistemati posteriormente fino al completamento nel 1766. notevoli, tra i locali che fungono da dipendenza, il frantoio e la cantina con archi a tutto sesto scavati nel tufo.

Oggi il palazzo è in parte residenza privata, in parte teatro de "La casa di Dante" (la prestigiosa iniziativa culturale dedica annualmente una mostra ai maggiori illustratori o artisti che si siano ispirati alla "Divina Commedia"), in parte sede del Museo Fortunato Bellonzi di pittura dantesca contemporanea.

Nel centro abitato interessante la parrocchia di Santa Maria delle Grazie, della fine del XVIII secolo, dall’imponente facciata in stile neoclassico e con due campanili laterali.

 

 

 

EVENTI E MANIFESTAZIONI

 

 

      2° weekend Luglio -  Sagra dei Prodotti Tipici  e degli arrosticini

 

        2-4 Settembre                            Festa di Sant’Antonino    (Festa Patronale)

 

        Ottobre-Dicembre                    La mostra Dantesca

 

        13 Dicembre                              Festa di Santa Lucia

 

        La  PRO-LOCO di Torre de’ Passeri organizza l’ESTATE TORRESE (luglio-agosto), il DICEMBRE TORRESE e la festa di San Giovanni il 24 giugno.

 

        Ogni SABATO c’è il mercato nella piazza del Paese.

 

 
18 febbraio 2007

I l nuovo BLOG da visitare

C'è un nuovo spazio a livello Nazionale è il BLOG MARGHERITANDO per parlare di MARGHERITA
messo a disposizione da Fabio Ferrante è davvero interessante,
vi invito a visitarlo cliccando qui

                                                                  Giovanni Mancini




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1 febbraio 2006


RIFIUTI CON IL CODICE A BARRE



In Italia fino a circa dieci anni fa solo il 7% (su 26 milioni di t.) di rifiuti veniva raccolto in modo differenziato e recuperato. Il resto andava ad alimentare il sistema delle discariche o bruciato. I costi di questo sistema (7.000 miliardi di vecchie Lire di tasse) rappresentano uno spreco inaccettabile.

Il Decreto dell’ex Ministro dell’Ambiente Edo Ronchi, ha rivoluzionato la materia. Bisogna: ridurre per volume, peso e pericolosità i rifiuti, soprattutto per quanto riguarda contenitori e imballaggi; aumentare la quantità di rifiuti recuperati con la Raccolta differenziata e riciclati; recuperare il potenziale energetico contenuto nel rifiuto non recuperabile. Infine, ma solo infine, ciò che resta (cioè  molto poco, rispetto a oggi) verrà portato in discariche ambientalmente sicure. Il "Decreto Ronchi", inoltre, cambia il sistema di tassazione che non si baserà più sulla ampiezza e destinazione d'uso delle superfici, ma sulla quantità di rifiuti prodotti da ciascuno.

Si sa bene che molte amministrazioni,  non sono ancora in grado di garantire una raccolta separata del rifiuto nonostante in materia esista un obbligo della Comunità Economica Europea (CEE) che attraverso le direttive n. 75/442, n. 76/403 e n. 78/913 indica la necessità di gestire i rifiuti finalizzandoli al recupero e al riciclo. Si è riusciti così a differenziare solo il 19,1% dei rifiuti urbani prodotti contro l’obiettivo del Decreto Ronchi di raggiungere il 25% nel 2001 e il 35% nel 2003. L’ Abruzzo in materia di rifiuti fa dimenticare di essere nota quale regione “forte e gentile”. Il nostro territorio ricopre infatti un primato sciagurato nella produzione dei rifiuti pro-capite in quanto nel territorio non esistono delle vere e proprie strategie pubbliche di prevenzione e si minimizza la questione rifiuti. Nel dettaglio la provincia di Chieti è quella che produce più rifiuti solidi urbani (168.648 ton/ anno) seguita da Teramo (152.333 ton/anno), Pescara (141.272 ton/anno) e infine L’Aquila (136.466 ton/anno) .

Quindi  Noi con il  presente documento intendiamo dare una scossa alla materia e allo stesso modo fornire gli elementi tecnici che possono supportare questo territorio nella fase di definizione degli interventi di riorganizzazione della raccolta differenziata dei rifiuti urbani per il raggiungimento degli obiettivi di raccolta differenziata previsti dal Dlgs 22/97.

In specifico, queste linee guida, riportano i vari elementi che devono caratterizzare lo sviluppo e l'implementazione di un nuovo modello di raccolta differenziata che possa condurre in tempi brevi ad elevati risultati di intercettazione ed effettivo riciclo dei materiali recuperabili.

I contenuti principali delle linee guida affrontano i seguenti argomenti:

 

  1. modalità di raccolta della frazione secca (carta, vetro, plastica ecc.) per consentire di fornire un servizio capillare ed una consistente partecipazione della cittadinanza;
  2. modalità di raccolta della frazione umida e del verde con la contestuale revisione del sistema di raccolta del rifiuto indifferenziato.
  3. modalità di organizzazione di capillare e permanente campagna di informazione presso le utenze coinvolte;
  4. prevedere modalità di raccolta che possano favorire il graduale passaggio da tassa a tariffa.

 

Sappiamo anche che non esistono standard operativi efficaci per tutte le realtà e per tutti i casi, e le variabili di cui tenere conto per definire le modalità organizzative più efficaci in dato contesto sono assai numerose e tra loro interdipendenti.

 

Detto questo Proponiamo un piano operativo, quello della raccolta differenziata fatta “Porta a porta” per cercare di superare il problema rifiuti nel Nostro territorio, dopo una intelligente e innovativa campagna di informazione.

Ad ogni cittadino che si reca presso il comune vengono distribuiti sacchi di plastica di colore differente (a seconda del materiale che dovranno contenere) e codici a barre adesivi (ogni famiglia possiede un codice differente e identificativo) da posizionare sul sacchetto. Sarà compito del cittadino dividere i rifiuti a seconda della loro natura, metterli nei sacchi e depositarli vicino ai bidoni della spazzatura. In giorni stabiliti il Comune avrà il compito di ritirare i sacchi. Al momento del saldo della tassa sulla spazzatura i cittadini avranno uno sconto proporzionato al peso dei sacchi che avranno riempito. 

 

A mio avviso potrebbe essere un bel modo per rispondere in maniera positiva verso questo argomento che comincia ad essere con il passare del tempo sempre più di attualità e quindi soggetto ad una risoluzione.

E poi può dare sicuramente riscontri positivi e vantaggi anche e soprattutto ai cittadini, perché più si diventa bravi a riciclare e più ci sono fondi che questa o quella Amministrazione possono usare per fare progetti mirati per i loro rispettivi territori, cito solamente un esempio di un piccolo paesino della Provincia di Teramo, per quanto erano stati fruttuosi i cittadini a fare la raccolta differenziata porta a porta che l'Amministrazione Comunale di quel paesino ha ricevuto un premio incentivo e , decisione veramente ammirevole, gli amministratori hanno deciso di usarli per aumentare le pensioni minime di anzianità.

 

                                                                            Giovanni Mancini

                                                                        (Il Portavoce del Circolo)

 

                                        




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1 febbraio 2006


ENNIO FLAIANO, NARRATORE DI VITA.

 

 

Uno tra i numerosi aforismi di Ennio Flaiano cita: “L’unico modo di trattare una donna alla pari è desiderarla come uomo”. Sarebbe stato interessante poter disquisire e approfondire la tematica “parità sessuale” assieme ad un uomo di cultura quale era Ennio Flaiano ma essendo ben nota la sua non lontana dipartita nel 1972 dovremmo accontentarci di comprendere e cogliere la sua personalissima visione del mondo solo (si fa per dire) attraverso la raccolta dei suoi romanzi, racconti, citazioni, epigrammi, nonché dalla visione di film ai quali egli collaborò e che, per davvero, hanno segnato la storia del cinema del nostro paese. Nato a Pescara nel 1910 Ennio Flaiano si impone nel panorama cinematografico italiano come grande sceneggiatore, ma non solo; egli è anche “narratore” della vita che è capace di descrivere in tutte le sue sfaccettature attraverso il modo che ritiene più congeniale: la scrittura. Dal 1949 al 1953 Flaiano è redattore del settimanale “Il Mondo” guadagnandosi successivamente la collaborazione con il “Corriere della Sera”, “L’Europeo”e “L’espresso”. I suoi racconti più pungenti così come le prose e le moralità sono raccolte in “Diario notturno”(1956) e in “Una e una notte”(1959). Ulteriori sperimentazioni furono compiute anche in ambito teatrale con la composizione di brevi scritti di carattere surreale e satirico, da “Un Marziano a Roma” a “La conversazione continuamente interrotta” riuniti poi in un volume (1971). Non si può parlare però di Ennio Flaiano a prescindere dalla sua relazione con il cinema e con uomini di cinema come Federico Fellini, Michelangelo Antonioni e Roberto Rossellini. L’incontro tra Flaiano e il regista romagnolo autore de “La dolce vita” portò alla realizzazione de “I Vitelloni”(1953), “Le notti di Cabiria”, “Il Bidone”, “Otto e mezzo”; mentre dal sodalizio con Rossellini e Risi nacquero rispettivamente “Dov’è la libertà?” e “Il Segno di Venere”. La città di Pescara poteva forse non rendere omaggio ad un conterraneo di tale calibro?Certo che no; ed ecco che allora si è dato il via ad una manifestazione che ormai sembra essere diventata una tappa immancabile nel ventaglio di eventi culturali organizzati dalla riviera pescarese: Il Premio Internazionale Flaiano. In verità i premi assegnati sono più di uno e si rivolgono a diverse categorie come quella riservata ai copioni inediti o quella rivolta ai grandi protagonisti della scena italiana e internazionale. Nell’ambito della manifestazione, inoltre, c’è spazio per il teatro, forma d’arte sempre attuale e viva; per la selezione letteraria in onore della quale il Flaiano è riuscito a far confluire a Pescara presenze di eccellenza come il premio Nobel Seamus Heanej; per l’italianistica che assegna il riconoscimento ad un’opera pubblicata all’estero; per la televisione e la radio. Insomma ce n’è per tutti gusti. E se quel che  Dario Fo asserisce in merito al Premio Internazionale Flaiano è vero, cioè che il partecipare ad una manifestazione del genere è straordinario in quanto vi regna una cura per i particolari e una attenzione per i partecipanti straniera ad altre manifestazioni, non vi resta che prenderne parte.      

 

 

 

 

                                                                  Daria Scipioni

                                                                                        




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19 gennaio 2006


SULL’ENERGIA

 

È accezione comune misurare lo stato evolutivo di una società tramite la quantità di energia disponibile pro capite. Questo perché tutti i processi connessi con la vita dell’uomo e con lo sviluppo dell’umanità richiedono la disponibilità e comportano quindi l’utilizzazione dell’energia sotto diverse forme.

Lo sviluppo delle moderne comunità con le loro necessità in continua ascesa e il tenore di vita tecnologicamente sempre più alto ha accresciuto, in maniera impensabile fino a pochi decenni addietro, la richiesta e quindi la produzione di energia.

Facendo un piccolo calcolo è facile dimostrare che per produrre, ad esempio pedalando, l’equivalente di una sola centrale da 1000 megaWatt (meno del 2% del fabbisogno italiano) ci vorrebbero circa 30 milioni di individui attivi impiegati in turni di 8 ore così pure, la disponibilità di energia elettrica nelle nostre case con un contratto tipico Enel da 3.5 kW corrisponde alla disponibilità (ma in forma ben più compatta, pulita ed efficiente!) della forza muscolare di circa 50 schiavi. Questi numeri sono più significativi di quelli comunemente utilizzati e dovrebbero essere presi in considerazione sin dalle scuole elementari per una migliore educazione dei cittadini perché il problema energetico può essere definitivo come il “problema dei problemi” dei giorni nostri.

Perché parliamo di problema energetico? Allo stato attuale il fabbisogno energetico mondiale si aggira intorno ai 9 GTEP (9 giga tonnellate di petrolio equivalente; 1 giga = 1 miliardo) quasi interamente forniti da combustibili fossili quali carbone, metano e petrolio. Questi combustibili si sono formati nel corso di milioni di anni e le loro riserve sono limitate, cioè la quantità di essi disponibile non è infinita. Ben si comprende che, con i ritmi attuali di consumo, un giorno, presto o tardi, questi combustibili finiranno.

Purtroppo il quadro energetico mondiale è più complesso di quello che a primo avviso possa sembrare: la scarsità nella disponibilità di combustibili fossili non è l’unico problema da affrontare; ad esso si mescolano i problemi politici legati all’ubicazione delle risorse (vedi le vicissitudini del Medio Oriente e del centr’Africa), al continuo oscillare dei prezzi e non ultimo e nemmeno il meno importante equilibrio ambientale. Analizziamo uno ad uno i problemi elencati.

La scarsità delle risorse a disposizione può non essere un grave problema: attualmente sono stimate risorse per circa 10.000 quads di metano, 11.000 quads di petrolio e 280.000 quads di carbone (il quad è una misura di energia pari a 1015 BTU); si stima che queste risorse possano soddisfare la richiesta di energia per i prossimi 200 anni ai ritmi attuali di consumo. Nel frattempo si cercherà di trovare una soluzione alternativa al problema.

Ma attenzione ecco che il problema viene a complicarsi: stiamo ipotizzando di consumare tutte le risorse a disposizione del pianeta, comprese quelle sotto i ghiacci polari, nelle profondità degli oceani, nelle più remote terre ostili del globo. Si intuisce chiaramente che il costo del combustibile salirà proporzionalmente alla difficoltà di reperimento della risorsa. Quindi un primo ostacolo alla disponibilità di energia non è tanto quella della produzione bensì della disponibilità a buon mercato quale oggi ne usufruiamo, nonostante le continue lamentele sul prezzo della benzina (che attualmente è ancora bassissimo).

Con l’aumentare del prezzo della risorsa energetica una porzione sempre maggiore di popolazione soffrirà nel mantenere il proprio alto tenore di vita creando contestazioni ed attriti che potrebbero sfociare in vere e proprie guerre. Accenniamo soltanto al problema sociale senza entrare in una lunga discussione solo per far capire al lettore quali fattori influiscono sul problema energetico.

Accenniamo ora all’ultimo problema che, con la speranza di tutti, sarà quello che bloccherà l’utilizzo dei combustibili fossili. Tutti abbiamo in qualche modo sentito parlare di effetto serra: questo fenomeno, presente sulla Terra dagli albori della sua nascita, contribuisce favorevolmente alla vita sul nostro pianeta perché, se facciamo un bilancio energetico del sistema Terra, se non ci fosse la temperatura media del pianeta si aggirerebbe intorno ai meno 18°C. Ma l’uomo è l’unico animale capace di alterare su grande scala l’ambiente che lo circonda: l’utilizzo dei combustibili fossili necessariamente sprigiona nell’atmosfera CO2 (anidride carbonica) che è il principale responsabile dell’effetto serra. L’aumento della concentrazione di anidride carbonica nell’atmosfera (ma ci sono anche altri gas che hanno un potere serra ma sono presenti in misura molto minore) sta provocando un aumento della temperatura media del globo con effetti disastrosi sul delicatissimo equilibrio dell’atmosfera terrestre. Facendo un piccolo calcolo possiamo vedere che, se consumiamo tutte le risorse a disposizione, faremo salire la concentrazione dell’anidride carbonica ad un valore di 1700 ppm (parti per milione), circa 5 volte maggiore del valore attuale di 350 ppm. Ma come incide questo aumento sulla temperatura del pianeta? Si stima che ad un raddoppio della concentrazione corrisponda un aumento compreso tra 1.5 e 5 °C. Nel primo caso la Terra tornerebbe alla situazione di 10000 anni fa, nel secondo alla situazione di milioni di anni fa! Si intuisce chiaramente che l’utilizzo delle fonti fossili deve essere assolutamente fermato.

Ma come cambiare il sistema di approvvigionamento energetico senza traumi?

Al giorno d’oggi tecnicamente non ci sono risposte adeguate ai ritmi di vita attuali: siamo abituati ad avere una disponibilità di energia pressoché illimitata (per le esigue esigenze singole) erogata in maniera piuttosto rapida. Tutte le soluzioni alternative al fossile manifestano problemi di potenza, stabilità e erogazione. Purtroppo i combustibili fossili hanno il pregio di avere un alto potere energetico e una facile utilizzazione di questo potere. Diffidate dalle mere speculazioni politiche che sempre più spesso vengono utilizzate al fine di captare più voti possibili. La comunità scientifica non ha ancora messo a punto una strategia tecnica veramente capace di sostituire l’attuale sistema energetico. Inoltre i governi non hanno ancora messo a punto una strategia che permetta di convertire l’attuale sistema socio-economico basato quasi interamente sul mercato del petrolio (le prime 50 società che hanno il fatturato più alto sono petrolifere e automobilistiche); non sanno letteralmente che pesci prendere! Ci troviamo di fronte ad una conversione analoga a quella avuta alla fine della prima guerra mondiale quando i Paesi coinvolti avevano trasformato il sistema produttivo interno, basato su varie attività, in un sistema esclusivamente basato sulla produzione delle armi. Tutti sappiamo i 15 anni di crisi profonda avuti in seguito alla riconversione, solo che questa volta la crisi sarà molto più profonda e molto più globale.

Ho voluto scrivere questo articolo perché ho il sentore che la maggior parte della popolazione non è informata su quelle che sono effettivamente le reali problematiche connesse all’utilizzo irrazionale dell’energia. Inoltre, come prima esposto, la maggior parte dei partiti politici in Italia giocano in maniera demagogica sul problema energetico e ambientale. La popolazione è abituata a usufruire di energia a bassissimo costo ogni giorno: siamo abituati a rientrare a casa e accendere la luce senza chiederci come viene prodotta quell’energia, siamo abituati a spostarci continuamente grazie ai mezzi di trasporto oggi disponibili, ma siamo soprattutto abituati alle prestazioni dei mezzi di trasporto! A tutti piace avere una macchina competitiva, scattante, performante, ma questo è possibile solo grazie alla tecnologia basata sui combustibili fossili! Probabilmente le grandi case automobilistiche hanno messo a punto un nuovo motore capace di avere prestazioni simili a quelle attuali ma, come accennato precedentemente, non ancora sono competitive da un punto di vista economico e non ancora hanno trovato il modo di inserirle nel mercato.

Possibilmente scriverò un altro articolo in cui illustrerò lo stato attuale delle conoscenze tecniche possibili/probabili  per una conversione dell’attuale sistema di approvvigionamento energetico.

Spero solo di aver contribuito a sensibilizzare la popolazione su un problema di estrema importanza e urgenza che caratterizzerà gli anni a venire.

 

 

 Sonny Ciataia

 




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